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Il Castello di Pierle

 
il castello la strada che porta al castello
Pierle può a ragione essere considerato uno dei più belli e potenti esempi di castello feudale presente in Toscana, allo stesso tempo la sua locazione defilata e la mancanza di interventi conservativi non gli ha mai permesso di emergere dallo stato di abbandono in cui versa dall'ormai lontano 1587.

Il Castello, fu costruito sulle rovine di un altro più antico di cui si hanno le prime notizie nel 1098. L'antico apparteneva ai Marchesi di S.Maria che si sottomisero a Cortona forse nell'anno 1202, sicuramente nel 1217, di nuovo nel 1225 quando i potenti Oddi di Perugia, si alternavano nel possesso di Pierle ai Marchesi di S.Maria e a Cortona. I Casali, signori di Cortona, lo possedevano fin dal 1236 e nel 1371, Francesco Casali costrui' l'attuale castello sulle rovine del primo. A Cortona dal 1325, la famiglia Casali governava la città mal sopportata dalla gente. I Casali avevano il titolo di "vicari imperiali", ma esercitavano il potere in gran parte a loro beneficio. L'11 agosto 1369 i contadini di Pierle si ribellano e danno l'assalto al palazzo che i Casali avevano a Mercatale: sfondano la porta e saccheggiano i magazzini. Forse a causa di ciò i conti Oddi di Perugia preferirono disfarsi di alcuni possedimenti che avevano nella valle e vendettero il castello di Pierle e quello di Lisciano a Francesco Casali. Il quale tornato in possesso della valle, decise che non avrebbe più corso rischi e intraprese la costruzione della rocca ormai malandata. Fu fatto tutto in famiglia, il disegno per il nuovo castello venne elaborato da uno dei figli di Francesco, Ranieri, che aveva qualche esperienza di architettura militare essendo cavaliere di Rodi. Il castello viene presentato con particolari interessanti dal Rossi. Egli ci parla del castello di Pierle come del "capo degli altri castelli" con alte mura con torrette di vedetta e nel mezzo il palazzo signorile. Anticamente aveva due torri, ma è rimasta solo quella del lato nord, l'altra venne demolita nel secolo passato per garantire le abitazioni sottostanti e con il materiale in pietra calcarea fu selciata parte della strada conducente a Cortona. Il palazzo aveva sette piani: il primo, terzo e quinto a grosse volte di pietra, e gli altri quattro piani a legno, aveva sotterranei con alte volte e nella torre che ancora esiste vi era un trabocco ossia un pozzo con aculei di ferro e con copertura a bilico, dove si facevano cadere i mal capitati. Aveva l'ingresso dalla parte nord, difeso dal muro, dal cancello e dalla porta del ponte levatoio. Nella sua storia non sono ricordate particolari battaglie o importanti fatti d'arme se non quello di una strage di congiurati del 1387 avvenuta per mano di Uguccio Casali che vi fece rinchiudere oltre 60 congiurati che furono torturati ed uccisi. Nel 1411 il Castello passò alla Repubblica Fiorentina che l'acquistò da Ladislao Re di Napoli per 1200 fiorini. Nel 1576 il Granduca di Toscana Francesco de' Medici lo fece sfondare all'interno per impedire che "vi si annidassero i malfattori"sia della Toscana che dello Stato pontificio, confinanti proprio nella Val di Pierle. Per questo atto, il più bel Castello della valle è giunto fino a noi con la qualifica di rudere. Don Bruno Frescucci ci racconta il Castello cosi':"La pianta si può assomigliare ad un quadrato irregolare, smussato agli angoli. Il muro di cinta in discrete condizioni, è lungo 220 metri, il Palazzo è alto metri 28. Rimangono evidenti ancora due delle quattro torri (per il Rossi erano solo due), le guardiole il camminamento, la scanalatura del ponte levatoio, i condotti per acqua piovana, le finestre a mo' di feritoie. Il muro è di pietra calcarea lavorata a martello, gli spigoli sono in pietra serena lavorata a scalpello".

 
 
 
 
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Federico
Giappichelli

Poeta a Val di Pierle