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I Santi

 
Alla scoperta di San Donnino.
 
Nella mappa catastale dell'Agenzia delle Imposte e del Catasto di Città di Castello comprendente S. Lorenzo in Bibbiana e la località del "Sasso" si trova la "via del Fosso del miracolo del Sasso di San Donnino". La citazione dimostra che la tradizione ricorda un fatto prodigioso che sarebbe avvenuto oltre un millennio fa. Ma di quale miracolo si tratta? Ai bambini dei primi anni del 900, i nonni raccontavano che S. Donnino faceva l'agricoltore e con i buoi arava i campi non lontani dalla cappella. Cappella del Sasso eretta in onore di S.DonninoDopo il lavoro conduceva le bestie ad abbeverarsi nel fosso sottostante, ma una sera il Santo era molto stanco e non riuscì a condurvele. Le bestie allora si avvicinarono alla sporgenza che guarda il corso d'acqua, vi si inginocchiarono ed allungando il collo per circa cinquanta metri poterono dissetarsi alle acque del torrente. Nel sasso si notano le due incavature che si dicono prodotte dalle ginocchia delle due bestie. Questo fatto sta a dimostrare che il popolo ha conservato l'idea di un santo laico e l'ha venerato al "Sasso". Peraltro in alcune carte topografiche si trova S. Lorenzo di Rubbiano e non in Bibbiana. La gente del luogo e del circondario ha mantenuto viva la devozione del Santo. Peraltro solo la tradizione parla del S.Donnino del Sasso, gli storici del passato non ne fanno accenno. Allora come si possono unire o contemplare le due versioni? Gli abitanti della borgata ricordano come nei primi decenni del 900 era una donna del posto, "Ersilia" della famiglia colonica Libelli, ad accompagnare i pellegrini al "Sasso", a pregare insieme a loro il Santo, accettando qualche piccola offerta e unendosi nel consumare insieme la colazione o merenda sulla bella tavola quadrata di pietra, posta vicino al masso segnato dalle varie incavature, dove si posavano (e si posano tuttora) i colpiti dai diversi mali. In onore del Santo, nella valle, non è mai stata costruita una chiesa. Inizialmente (VII-VIII sec) il suo titolo di compatrono fu inserito nell'antica Pieve ed unito a quello primitivo di Santa Maria della Madonna. Quando però nel 1781 la parrocchia fu trasferita in Santa Maria della Croce, il Santo vi ebbe il suo altare, ma la devozione verso di lui andò gradualmente diminuendo mentre il santuario divenuto parrocchia rimase sempre della "Madonna". Ora poi la devozione si manifesta soprattutto nella piccola cappella del "Sasso".

 

 

 

     
 
 
 
 
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Federico
Giappichelli

Poeta a Val di Pierle